Il sintomo: "paghiamo un sacco per la security, ma non mi sento sicuro"
È la frase che sentiamo più spesso. Lo stack di sicurezza è cresciuto anno dopo anno — un tool per ogni paura, un vendor per ogni buzzword. Alla fine della fiera il budget è triplicato, il team è lo stesso, e nessuno sa più dire con certezza quali rischi coprono davvero.
I numeri tipici di una PMI/media impresa italiana:
- 15-30 tool di sicurezza in licenza (EDR, SIEM, firewall, DLP, email security, vulnerability scanner, ecc.)
- 3-5 console diverse dove controllare gli alert
- 40-60% di funzionalità duplicate tra prodotti diversi
- < 10% degli alert che vengono effettivamente indagati
Uno studio IBM del 2024 mostra che le aziende con meno tool ben integrati gestiscono gli incidenti in media il 30% più velocemente di quelle con stack frammentati.
Tool sprawl: le cause che ci sono sempre
1. Acquisti emotivi post-incidente
Dopo un attacco (tuo o di un competitor) si compra "qualcosa che lo impedisca la prossima volta". Sei mesi dopo, nessuno sa più se quel tool è configurato bene.
2. Compliance come driver
Ogni normativa spinge verso un nuovo strumento. GDPR → DLP, NIS2 → SIEM, PCI → segmentation. Spesso si acquista senza verificare se qualcosa di già presente lo fa.
3. Turnover del team security
Ogni nuovo responsabile porta i tool che conosce. Gli altri restano in licenza "per sicurezza".
4. Vendor lock-in invisibile
Rinnovi automatici, bundle complicati, prezzi opachi. Dire "non rinnovo" costa più che rinnovare.
Alert fatigue: il vero nemico del SOC
Un SIEM mal configurato può generare oltre 10.000 alert al giorno. Nessun team umano può gestirli. Risultato: gli alert diventano rumore, e gli incidenti veri si perdono nel rumore.
I segni tipici che il tuo team è in alert fatigue:
- Le code di ticket crescono settimana dopo settimana
- Gli analisti chiudono alert senza investigare
- "False positive" è la risposta standard
- Tempo medio di risposta (MTTR) in aumento
- Burnout e turnover nel team
Come facciamo l'assessment
Il nostro metodo è volutamente pragmatico. Non vendiamo tool. Non abbiamo partnership con vendor. Il nostro unico interesse è che tu spenda meglio.
Fase 1 — Inventory (1-2 settimane)
- Catalogo completo dei tool in uso (anche quelli "dimenticati")
- Costi effettivi vs budget dichiarato
- Mappatura funzionalità vs capabilities coperte/scoperte
- Interviste con team security, IT, business
Fase 2 — Gap & overlap analysis (1 settimana)
- Matrice MITRE ATT&CK: cosa copri davvero, cosa solo sulla carta
- Sovrapposizioni tra tool (funzionalità duplicate)
- Alert analysis: volumi, precisione, tempi di risposta
- Benchmarking con aziende simili
Fase 3 — Razionalizzazione (piano operativo)
- Lista di tool da consolidare, eliminare o negoziare
- Stima del risparmio e dei costi di transizione
- Roadmap 12-18 mesi con priorità
- KPI di successo misurabili
Sui nostri clienti storici, la razionalizzazione porta a un risparmio medio del 25-35% sulle licenze senza ridurre la copertura. E il team smette di odiare il lunedì mattina.
Quando ha senso fare un assessment
- Il tuo budget security cresce più velocemente dei risultati
- Stai per affrontare un rinnovo contrattuale importante
- Hai subito un incidente e vuoi capire se gli strumenti avrebbero dovuto vederlo
- Nuovo CISO/responsabile IT che vuole fare l'inventario
- Fusione/acquisizione con integrazione di stack diversi
- Obiettivo NIS2 o ISO 27001 con necessità di chiarezza
Cosa NON facciamo
- Non vendiamo tool (non abbiamo partnership da proteggere)
- Non facciamo report di 200 pagine che nessuno legge
- Non proponiamo di "sostituire tutto con la nostra piattaforma"
- Non sottovalutiamo ciò che già funziona: partiamo da lì
Fai i conti di quanto spendi davvero.
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